Cosa deve fare un'azienda di piccole dimensioni?

Avere obiettivi ben definiti ed utilizzare la proprie risorse nel modo migliore possibile; come i marinai, che sanno sfruttare una risorsa limitata quale è il vento a loro vantaggio. "Se non sai verso quale porto navigare, nessun vento è favorevole".


Occorre astrarsi, guardare la situazione da un punto di vista esterno: per questo, è importante rivolgersi ad un ente esterno, super partes, il quale forza a vedere da una prospettiva diversa da quella quotidiana. Essere immersi in un network è fondamentale anche per avere una finestra verso l'esterno, soprattutto per le Supply Chain, caratterizzate da un sistema dinamico, per cui è importante capire le esperienze altrui ed essere flessibili e pronti ad aggiornarsi.


Dall' Audit BellaFactory si ottiene una fotografia, una rotta da seguire, una miniera di informazioni sulla propria visione di se stessi, per un confronto di percezione, anche a fronte di cambiamenti interni. L'Audit non dà a priori la "voglia di andare per mare", le aziende devono avere una volontà interna che le spinge a partire verso il miglioramento, ma quando si inizia, si va avanti.


Tracciare una rotta con un ente esterno dà un metodo, ma poi va portata avanti dall'interno.

"Qualcosa sta cambiando nelle fabbriche": Industria 4.0 è diversa da qualsiasi altra rivoluzione industriale. 

Le precedenti prevedevano una sostituzione di tecnologia, in questo caso ci sono nuovi ambiti che, composti insieme, cambiano tecnologie, sistemi, catene di valori e di business; questo rende le conseguenze aziendali imprevedibili.


Quali sono i comportamenti tipici delle aziende?

1) Pret-a-porter - l'azienda chiama il system integrator e gli affida la gestione prodotti, trova tutto già preconfezionato; 

2) Bricolage - azienda gestisce e fa tutto da sè, ha più peso. I prodotti non sono difficili da farsi, ma magari qualcun altro li ha già fatti; 

3) Open Innovation - si cerca chi ha già realizzato il prodotto. Il cliente non si affida al system integrator, vuole capire cosa sta comprando (atteggiamento delle aziende più mature). Questo è il comportamento tipico delle aziende che iniziano a lavorare con tecnologie anche non perfettamente mature (esiste una vera e propria scala di valutazione, il "Technology Readiness Level" che determina il livello di maturità della tecnologia); ciò consente di capirne prima il funzionamento, orientarne lo sviluppo, diventare first mover, iniziare a lavorare sia con venture commerciali classici sia con startup e piccole aziende.


Come muoversi?

È importante iniziare a lavorare con aziende innovative, trovabili all'interno di incubatori di startup, ad esempio 3P (in Politecnico di Torino), si crea un Comitato di Innovazione ed un elenco di attività da intraprendere. 

Due parole chiave: Proof of Concept, ovvero prendere una tecnologia e farne un pilota, semplice, rientra nel budget solo di chi si occupa di innovazione; Scaling Up, situazione in cui qualcosa funziona, per cui si può risparmiare, e si testa prima in laboratorio, poi sulla linea, sullo stabilimento e infine in tutto il mondo. 


È importante osservare un atteggiamento proattivo nei confronti del cambiamento.


L'intervento di Marco Cantamessa

Roberto Crippa, Supply Chain Director, Tecniplast S.p.A.

Il principio di Seneca sulla navigazione

Perché aderire a Fondazione Ergo

Marco Cantamessa,  Professore di Gestione dell'Innovazione, Politecnico di Torino

La fabbrica che cambia e l’Open Innovation

Il ruolo di Star-Up e incubatori

Nato nel 1970, lo stabilimento Magneti Marelli di Sulmona nel 1999 diventa Sistemi Sospensioni e, nel 2017, ottiene la sua prima certificazione BellaFactory 


Lo stabilimento ha intrapreso il percorso per diventare una BellaFactory nell'ottica di valorizzare, attraverso il change management, il fattore umano in azienda e fornire gli strumenti ai team leader per risolvere i problemi, come integrazione al programma UAS (introdotto del 2014), strumento molto potente che ha consentito di importare nello stabilimento più efficienza. Hanno poi partecipato al programma MTM Logistics, integrando ergonomia e logistica.


In cosa consiste il Report BellaFactory? 

Consegnato alla fine dell'Audit BellaFactory, riporta un grafico di confronto con uno standard elaborato da Fondazione Ergo per aziende con processi simili e dà spunti di miglioramento, indicazioni con percentuali di valore aggiunto nello stabilimento, corretta applicazione UAS, oltre a considerazioni generali (ad esempio, il livello di assenteismo, correlato all'aumento del costo del lavoro).

Inoltre, tutti gli stabilimenti Magneti Marelli del mondo stanno sottoponendo progetti di miglioramento legati all'Industry 4.0, analizzando le idee reciproche.


È importante la disponibilità di rappresentanti sindacali certificati UAS, al fine di raggiungere un confronto trasparente relativamente alla sicurezza dei lavoratori.


L'intervento di Giuseppe Porreca

Giuseppe Porreca, Direttore Produzione, Magneti Marelli S.p.A. Sulmona

Magneti Marelli: il percorso per diventare BellaFactory

L'Audit BellaFactory nello stabilimento Magneti Marelli S.p.A.di Sulmona

T3 Innovation svolge un'attività di trasferimento tecnologico, finora rilegata a centri di ricerca universitari e uffici specifici; rivolta, nello specifico, a startup, centri di ricerca e imprese, il suo intento è fare una mappatura completa sul territorio di queste ultime e mantenerle sempre aggiornate in merito alla loro capacità di innovazione ed al collegamento con possibili partner imprenditoriali. Altro obiettivo è mettere in contatto cluster e soggetti primari, per agevolare la capacità di adattarsi a cambiamenti.


Cosa significa innovazione, per T3?

La decisione di investire in questa attività deriva dal contesto in cui viviamo, in cui conoscenza e ricerca scientifica ne influenzano ogni aspetto, anche quello economico - si parla, infatti, di "era della conoscenza", come definita dall'economista Joseph Schumpeter, all'inizio Novecento, e dal padre della cibernetica, Norbert Wiener, caratterizzata dall'integrazione di tecnologia ed economia. Il 45% del PIL mondiale viene investito in attività di formazione.


Emerge un nuovo modello di politiche di sviluppo nazionali ed europee, al punto che ogni nazione ha dovuto elaborare un SMS, Smart Socialization Strategy, ovvero un documento per l’innovazione europea (l'importanza di questa strategia è sottolineata dal fatto che, se il progetto non viene presentato, il governo non abilita la nazione alla richiesta di fondi strutturali).


L’innovazione, sempre intesa come attività di imprese e istituzioni tese a introdurre nuovi prodotti, servizi, metodi per ottimizzare produzione, con la rivoluzione della società assume una nuova identità: da approccio lineare a modello a catena, in cui c’è contaminazione fra chi fa ricerca, innovazione, imprese e tecnologia. Inoltre, non sarà più concepita come il risultato di una ricerca scientifica, ma comprenderà anche la riorganizzazione, ricombinazione di modelli operativi esistenti


Si arriva, così, al paradigma dell'Open Innovation


L'intervento di Pierluigi Argoneto

Pierluigi Argoneto, Project Manager T3Innovation

T3 Innovation: un approccio sistemico per il trasferimento tecnologico nel Sud Italia

Cosa può fare T3 per le aziende?

Lo stabilimento di Melfi ha partecipato al primo Audit nel 2015, e ha riconosciuto lo strumento come utile per tracciare un percorso di miglioramento in termini di qualità e produttività e di trasformazione di processi, distribuzione e coordinamento delle attività delle squadre di turni, controllo del sistema di gestione qualità.


Cos'è emerso dall'Audit BellaFactory?

I risultati più evidenti emersi dall'Audit hanno riguardato le aree:

produttività ed ergonomia, nelle quali sono stati fatti rilievi per verificare congruenza con quanto introdotto da TiCon, al fine di determinare il livello di ergonomia delle postazioni analizzate; nella seconda area, in base all’ultimo Audit BellaFactory, lo stabilimento ha raggiunto il punteggio massimo (4). È stato anche possibile rimappare, insieme all’ RSPP, le postazioni più critiche;

Organizzazione e relazioni, area nella quale, oltre alla evidente trasparenza delle comunicazioni fra azienda e sindacato, sono emersi anche, soprattutto, i divari di informazioni e formazione degli addetti RSU;

Industry 4.0, in cui i rappresentati aziendali hanno potuto confrontarsi con la possibilità di misurarsi sul proprio livello di digitalizzazione, oltre a comprendere i miglioramenti nel medio – lungo periodo grazie all’introduzione di innovazioni digitali.


BellaFactory non è un certificato, ma un’opportunità, una sfida per implementare le performance dello stabilimento.


Mariagrazia Pice, PP&C Manager e Logistic Manager, Magneti Marelli S.p.a. Melfi

L’esperienza Bella Factory in Magneti Marelli

Cosa significa sottoporsi all'Audit BellaFactory: il caso Magneti Marelli S.p.A., stabilimento di Melfi

Gli interventi aziendali

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